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giovedì 26 gennaio 2017

Bando Città Vecchia, ecco come cambierebbe l'sola

Ad osservare con attenzione la proposta vincitrice del Concorso Internazionale di Idee OpenTaranto ci si rende subito conto quanto questa sia diversa - forse addirittura antitetica - rispetto al piano redatto dall'architetto Blandino, lo strumento urbanistico che ha orientato in questi decenni il recupero - parziale ed insoddisfacente - del centro storico. Tutto orientato alla conservazione quello; con una spiccata tendenza verso quella che potremmo definire "valorizzazione" questo. Una dicotomia che si esprime in particolare per l'edilizia della città bassa (quella in affaccio su Mar Piccolo, per intenderci): se il piano Blandino basava la sua visione sulla salvaguardia dell'intero tessuto urbano, da sottoporre solo a contenuti e mirati "diradamenti", la proposta di Invitalia pare non riconoscere qualità alla cosiddetta "architettura minore" a valle del salto di quota, che pure costituisce un comparto
medievale in buona parte integro, almeno sotto l'aspetto urbanistico. Tant'è che si suggerisce un profondo sventramento interno per tutto il fronte costruito che va dalla chiesa di San Giuseppe fino a Piazza Fontana, intercettando anche edilizia già risanata negli anni '70-'80 ed oggi abitata. Al loro posto, ampie corti verdi certamente più adeguate alle esigenze del vivere moderno, ma in contrasto con la natura storica dei luoghi. Sembra di vedere, in forma riveduta e corretta e senz'altro meno "radicale", il piano che l'ing. Bonavolta redasse durante il Ventennio, grazie al quale furono realizzate le ben note palazzine della Scesa Vasto.
Sul fronte Mar Grande, la proposta prima classificata riprende il discutibile progetto del waterfront presentato dall'Autorità Portuale: una estesa colmata artificiale dal molo Sant'Eligio fino al Castello Aragonese che qualora fosse realizzata trasformerebbe profondamente il rapporto fra l'Isola e il suo bacino esterno.
La città alta, quella che ospita i monumenti maggiori, integra accanto al recupero fisico degli edifici e alla pedonalizzazione dei percorsi anche spazi sociali, come il previsto coworking da realizzarsi nel "giardino segreto" di Piazzetta Carmine.

Ricordiamo che ora le scelte decisionali spetteranno al Comune, che sarà libero di attingere in teoria anche da tutte e diciotto le proposte presentate. Difficile però a questo punto che si opti per una soluzione "collage" fra le varie idee giunte dai gruppi di lavoro, per evitare proprio quell'effetto "Frankenstein" che, come sostenuto dallo stesso presidente di Invitalia, creerebbe un mostro.
Adesso deve iniziare una delicata fase di confronto e partecipazione fra tutte le forze sociali, culturali ed imprenditoriali della città, perché si individui davvero il "meglio" che queste importanti professionalità hanno offerto a #Taranto, da candidare poi a finanziamento.
Noi, ovviamente, faremo la nostra parte, sia in termini di vigilanza che di proposta.
A questo link tutte le foto del progetto vincitore https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1393012467385008.1073741852.206507556035511&type=1&l=6f525a5279

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