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venerdì 19 febbraio 2016

SVILUPPO - Né cessione, né vendita, San Paolo torna alla Marina

Il fortino napoleonico sull'isola di San Paolo.
Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un’importante segnalazione da un nostro lettore, il quale è riuscito a documentare, confrontando vecchie e nuove mappe satellitari, l’attività di recupero di un capannone sull’isola di San Paolo. Abbiamo raccolto la testimonianza e contattato gli uffici preposti della Marina Militare Italiana per andare a fondo alla vicenda e chiedere un approfondimento sulle operazioni di vendita del bene demaniale, di cui da tempo non si sentiva più parlare. La Marina ha risposto alla nostra sollecitazione facendoci sapere che San Paolo è stata ufficialmente ritirata dalla disponibilità del Demanio e dunque dalla vendita. Fine dunque del corteggiamento che il Sindaco ha fatto al Ministro Pinotti e più di recente al Tavolo Interistituzionale per Taranto all’indomani dell’assegnazione al Comune, nel 2014, delle aree ricomprendenti, fra le altre, quella dei Baraccamenti Cattolica. L’Isola era stata da tempo inserita nell’elenco dei beni dismissibili perché non più rientrante nell’interesse della Difesa, sebbene la cessione alla città di Taranto non sia mai stata realmente
presa in considerazione. Da qui l’intenzione di procedere con un bando di vendita nel quale il Comune avrebbe potuto godere di un semplice diritto di prelazione. Ma, diciamocelo chiaramente, senza cessione a titolo gratuito, difficilmente il Comune sarebbe riuscito a tornare in possesso dell’isola di Laclos, figuriamoci a realizzarvi uno dei tanti progetti di cui da tempo si parla.  Con queste premesse lo spettro della speculazione privata sarebbe stato davvero dietro l’angolo e forse non è neppure un male questa retromarcia, quanto meno in questa fase storica della città. Si sarebbero dovuti sbattere i pugni nell’ambito del tavolo per Taranto per ottenere beni realmente in grado di incidere sul futuro della città, questo il vero errore secondo noi nella gestione di una trattativa che ha portato in dote poco più di un parcheggio e qualche casa e dove l’unico tesoro è proprio l’area dei Baraccamenti. Cosa vuol fare la Marina quindi di San Paolo? Lo abbiamo chiesto alla nostra interlocutrice dell'Ufficio stampa della Marina Militare nella telefonata di ieri, senza però ricavarne risposte certe:
Il capannone prima e dopo dalle immagini satellitari.

R “non è ancora stato deciso, ma ci ripromettiamo di ricontattarvi non appena sarà stabilito”.

Ovvia la nostra perplessità, visti gli interventi al capannone di cui scrivevamo 
D “perché allora questo intervento di recupero del capannone?”
R “Fa parte della normale manutenzione dei beni in nostro possesso”. 

D “Scusi, possibile che con la cronica mancanza di fondi di tutto l’apparato statale la Marina ristrutturi un capannone senza sapere ancora cosa farne? risulta poco plausibile non crede?”
R “no perché manutenere i beni significa spendere qualcosa oggi per non spendere di più domani, una volta che il bene si è pesantemente deteriorato”.

D “Dunque è certo il ritiro di San Paolo dalla vendita e men che meno dalla cessione al Comune di Taranto? la Marina intende avvalersene?”
R “sì è certo, il bene è stato ritirato ufficialmente dalla disponibilità del Demanio e torna nel pieno interesse della Marina”.

D “…che vi ristruttura degli immobili ma non ha ancora deciso cosa farne”.
R “esatto, ma non mancheremo di ricontattarvi ed informarvi non appena sarà deciso qualcosa in merito, siamo a disposizione in questo senso”.

Continueremo a seguire la vicenda.

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