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sabato 12 settembre 2015

SVILUPPO - Sei Provinciale se... un elenco di atteggiamenti odiosi da bandire dalla nostra mentalità!


E’ una questione culturale, non c’è dubbio, ma non non c'entra l'istruzione. Si tratta di chiusura e paura: rispetto al nuovo, al diverso, agli altri. Non è un problema esclusivo di Taranto, ma più in generale delle città di periferia, lontane dalle contaminazioni che aprono la mente.

Nessuno che vi nasce è immune, neppure chi ha fatto i conti con i propri limiti e cerca di superarli. A volte nemmeno chi emigra verso lidi più cosmopoliti. Spesso in centri come Taranto è addirittura indotta, perché funzionale al sistema. Certo nella mentalità risiedono anche le proprie radici culturali, non solo gli aspetti negativi. E menomale! Ma perché allora quest’elenco così irritante sui vizi della nostra mentalità? Lo scopo è quello di suscitare una riflessione, stimolare aperture, instillare dubbi. Perché per capire e provare a modificare certi atteggiamenti è necessario prima di tutto riconoscerli. Qualcuno lo abbiamo messo a fuoco, ma chissà quanti altri ce ne sono o, peggio, ci appartengono
così tanto da non riuscire ad individuarli! Perciò questo post lo scriveremo insieme a voi, noi iniziamo, voi continuate. Attenzione però, non si tratta di una lista di comportamenti più o meno (in)civili, ma di predisposizioni mentali. Diciamo che potremmo definirle le prime reazioni, volute o inconsce, che abbiamo di fronte a determinate situazioni. In ogni caso qualcosa che col tempo è sempre modificabile...
E tu con quanti di questi atteggiamenti ti scontri quotidianamente? e quanti c’è il rischio che ti appartengano? Iniziamo.

Sei provinciale se…
  • Bolli le stravaganze altrui senza coglierne il senso di libertà che possono donare anche a te;
  • Vivi a metà perché tormentato da quel “e poi la gente che deve pensare?”;
  • Usi il tuo peggior sarcasmo per mortificare gli entusiasmi altrui, credendo perfino di essere simpatico;
  • Consolidi le tue certezze demolendo gli altri, anziché cercando di elevare te stesso;
  • Le differenze ti fanno paura, invece di suscitarti il desiderio di arricchirtene;
  • Sei alla continua ricerca di etichette per ogni comportamento e ogni personalità diversi dai tuoi, perché le tue certezze risiedono soprattutto nei tuoi schemi;
  • Appena puoi ergi muri utili a creare un “noi” e un “voi”;
  • Sei sempre pronto a condurre una guerra fra poveri come il sistema vuole che tu faccia;
  • Credi in un'impresa solo un attimo dopo che è diventata possibile, o che ci crede la maggior parte della gente. Peccato che la si costruisca prima;
  • Hai sempre un alibi per la tua inazione, “tanto non cambierà mai niente”;
  • Semini indifferenza e rassegnazione per non prenderti il fastidio di impegnarti. Senza comprendere che incoraggiare e dare fiducia è il solo modo per stimolare il cambiamento di cui ti avvarresti anche tu;
  • Invece di comprendere, giudichi;
  • Ti pavoneggi se non paghi l’ingresso agli eventi trend di turno, tanto da perdere ogni dignità nel dare la caccia all’accredito. Se l’hai ottenuto, l’evento è stato organizzato benissimo, altrimenti fa schifo tutto. Eppure converrebbe anche a te finanziare ciò che ti piace;
  • Uscire la sera significa andare a mangiare fuori. Se ti propongono qualche evento in cui mangiare è secondario, misurerai comunque il costo del biglietto sulla base di ciò che hai mangiato. Se addirittura non è un evento in cui si mangia, allora lo standard di divertimento dovrà giustificare l’esserti preso questo fastidio e in caso negativo darai la colpa all’amico che te l’ha proposto (se non davanti, da dietro);
  • "In questa città non c'è niente, né c'è mai niente da fare" e quando c'è qualcosa che ti piace ma non lo sapevi è perché "hanno sbagliato, dovevano pubblicizzarla di più". E siccome non compri un giornale manco morto e non ti prendi la briga di andare a consultare i siti preposti, la maggiore pubblicità che chiedi significa: a) che te lo deve sbattere in faccia la tv locale con un bombardamento di spot ogni 5 minuti, b) hai bisogno che ti mettano quegli orribili poster abusivi appiccicati alla segnaletica stradale, c) che gli organizzatori vengano a bussare a casa tua per avvisarti (e forse manco gli daresti retta perché tu diffidi di tutto, almeno fin quando non vedi che la cosa 'tira'); 
  • Quando amici e parenti vengono a trovarti da fuori li porti fuori provincia, perché qui non c'è niente da vedere (vedi sopra). In realtà c'è tanto ma non lo sai;
  • Ricevi una gentilezza ma non ringrazi per timore di diventare debitore della persona cortese. Lo stesso motivo per cui tu sei gentile con gli altri solo quando credi di poterne ricavare qualcosa;
  • Forse il tuo interlocutore ha ragione, ma non gli darai mai la soddisfazione di ammetterlo, né a lui, né a te stesso;
  • Anziché chiarire davanti, sparli da dietro;
  • A una cosa buona che dici di qualcosa o qualcuno, senti la necessità di abbinare sempre un ‘però…’;
  • Malizia sempre, per te che sei un lupo, i semplici e gli ingenui sono pecore da sbranare;
  • Cerchi un colpevole, più di una soluzione;
  • Sulle piccole questioni quotidiane ti arrabbi senza ragionare, sulle grandi tolleri di tutto;
  • Sei disoccupato ma in realtà ti senti un libero professionista, ed è per questo che sostieni sempre le ragioni dei datori di lavoro;
  • Cinque minuti dopo la tua prima busta paga, hai la tua bella macchinona sportiva e super accessoriata;
  • Non arrivi a fine mese e te ne lamenti al tuo iphone 18;
  • Spacci come grande amico una persona che presenti ad un'altra pensando di guadagnare crediti con entrambe;
  • Chi fa quello che fai tu, come lo fai tu, è fantastico come te. Anche quando oggi sei di qua e domani all’esatto opposto (perché ci metti poco con la tua faccia di bronzo a cambiare bandiera in presenza di una convenienza);
  • Non ti discosti mai dalla massa e i tuoi comportamenti, pensieri e modi di agire sono conformati in cliché comunemente accettati dal ‘gruppo’. Perché essere unico ti dà delle responsabilità che non vuoi, mentre inseguire la normalità ti dà modo di dividere gli errori con gli altri;
  • I tuoi sono meriti, quelli degli altri fortuna (o… “chissà…”);
  • Ti auto-commiseri per guadagnare crediti o, peggio, dissimulare la tua fortuna;
  • C’è una trama oscura dietro ogni accadimento che non va come vorresti tu;
  • Mai un’analisi di coscienza, tanto non è mai per colpa tua;
  • Nelle tue critiche alla mentalità locale i tuoi concittadini sono sempre altro da te, tant'è che, nelle generalizzazioni negative che fai sovente, ne parli come "loro sono...";
  • Apprezzi il disonesto se per sbaglio o opportunità fa qualcosa di buono, ma l’onesto è come tutti gli altri se ne sbaglia mezza. Perché in realtà sei più diffidente verso l’onesto che il disonesto;
  • I giornali per te sono solo titoli e immagini, ma poi sai tutto di tutto e dispensi lezioni a piene mani;
  • Le regole civiche sono roba da 'checche', tu sei un duro;
  • Sensibilità e spiritualità sono roba da 'checche', tu sei uno che sa di p.i.l. e spread per ciò che ti racconta la tv;
  • ...Per te i gay sono checche;
  • Meglio un merito inutile a te che una condivisione utile per tutti;
  • Pensi che chi opera o lavora in modo etico guadagnandoci non è etico fino in fondo;
  • Chiunque fa qualcosa di buono, per te ce n'era un'altra da fare prima perché più importante. Se quel chiunque fa anche quella, poni l'accento su tutte le altre ancora non fatte. Però a chi non fa nulla non dici niente;
  • Se un concittadino emigra e fa fortuna, ti vanti di conoscerlo, ma se fa fortuna rimanendo a casa, alla fine non è tutto sto granché;
  • Diffidi di tutto e tutti, tanto ogni tanto ci azzecchi. Senza considerare che è la tua stessa diffidenza a renderti altrettanto diffidabile dagli altri;
  • Ti chiudi alle novità per paura di perdere certezze, invece di concepire che potresti costruirne di nuove e più robuste. Solo che è troppo impegnativo per te;
  • Meglio poco oggi che tanto domani;
  • Ascolti gli altri giusto il tempo di prendere spunto per partire con “io invece”;
  • Il mondo gira intorno alle tue esigenze; 
  • Se lo dice la tv è vero;
  • Parcheggi a non più di 5 metri da dove devi andare, costi quel che costi, tanto tu sei il padrone;
  • Riguardo ai generi alimentari le cose che costano poco sono sempre le migliori, tanto per te qualità e provenienza sono secondarie;
  • Riguardo agli articoli di lusso, le cose che costano molto sono sempre le più fighe, poi ti rendi ridicolo per averle scontate;
  • Ti lamenti che tuo figlio è precario, sfruttato e senza diritti e poi hai la colf a nero;
  • Riesci ad essere conformista, sia seguendo la moda che rinnegandola;
  • Vorresti una politica migliore, ma sei così tarato su quanto ne ricavi tu, da temere che possa accadere per davvero;
  • "La città va a rotoli", "l’Italia va a rotoli", "il mondo va a rotoli" e non ti accorgi che ce lo stai spingendo anche tu;
  • Tasse alte, Governo ladro e poi “va benissimo senza fattura grazie”;
  • Tifi per squadre di Milano e di Torino senza renderti conto di servire la loro economia a scapito della tua;
  • "Ormai il calcio è tutto marcio" ...e un minuto dopo stai facendo l’ennesimo ‘biglietto’;
  • Mai un dubbio, sei sempre micidialissimo;
  • Se butti i rifiuti per terra stai dando lavoro agli spazzini, che senza di te sarebbero disoccupati;
  • Puoi infrangere tanto non c’è controllo, né sanzione. Perché tu ti preoccupi di quello, non di rispettare gli altri;
  • Tu che “abbiamo vinto", o "hai perso?”;
  • Invece di approfittare di questo post per fare una sana riflessione, pensi che niente di quanto è scritto qui ti appartenga!
di Massimo Ruggieri

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