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mercoledì 23 luglio 2014

SVILUPPO – Innovazione sociale, cooperazione, autoproduzione. Dal Cilento la ricetta per un futuro di qualità


Il tradizionale 'Palio del Grano' di Caselle in Pittari.
Esiste da qualche tempo in Cilento una rete di solidarietà e cooperazione che abbraccia nuovi stili di vita sostenibili. Qualità e non quantità, sostanza oltre la forma e rispetto piuttosto che sfruttamento delle risorse. Si praticano il recupero degli antichi semi legati alla tradizione del territorio, l’autocostruzione di case e rifugi secondo tecniche di bioarchitettura, colture in armonia con l’ambiente, ecoturismo, autoproduzione alimentare, scambio di beni e servizi, riciclo, riuso, attenzione per l’uomo, la natura e l’ambiente. Una perfetta sintonia fra tutte le componenti della vita nel rispetto delle bio diversità, fondata sulla consapevolezza del ruolo dell’uomo all’interno del suo habitat. Una rete
che, di fatto, riprende ritmi e modalità della vita rurale, coadiuvata dalle scoperte del presente, per lo meno quelle meno invasive e devianti. Un sistema carico di energia, incentrato sulle relazioni e non sul denaro. Più complicato solo perché culturalmente più distante dal sistema imposto oggi da potentati economico-politico-finanziari e dalla loro propaganda mediatica. Vicina ai bisogni più veri delle persone e lontana da quelli illusori decisi per noi dai profittatori. La vera libertà, insomma e tutta la qualità della vita in grado di sprigionarsi dal vivere da comunità. Si produce senza stressare e inquinare terreni, spesso solo per il fabbisogno proprio e quello dei ‘cumpari’ di rete, in un’ottica di scambio che tiene dentro chi produce e chi presta tempo, competenze e manodopera. Le case sono fatte di pietra, legno e calce e si organizzano seminari per farle con paglia e terra cruda. Sono solide quanto le nostre scatole di cemento, ma raccontano storie di un passato sempre più presente. Sono calde quando fuori c’è fresco e viceversa, naturalmente coibentate. E questo le nostre belle dimore rassicuranti non lo hanno.
La residenza rurale L'Incartata di Calvanico (Sa).
La gente non è ricca secondo il significato che la società dà a questa parola, ma lo è di valori, sentimenti e generosità, merce assai più rara e preziosa. Profumi, colori, calore. E’ la ruralità contemporanea. Non manca niente, ve lo assicuriamo, abbiamo toccato con mano questa realtà appena due mesi fa, ospiti della meravigliosa Tempa del Fico, cuore pulsante e vibrante del fermento che si sta sprigionando da questi magici posti immersi fra le bellezze della Campania, a due passi da noi. Persone autentiche, consapevoli, bellissime. Tanto cuore, tanti sorrisi e la gioia di scoprirsi migliori senza le contaminazioni (di tutti i generi…) del vivere convenzionale preconfezionato. Ma attenzione, perché non stiamo raccontando le vicende di alieni, o alienati dal mondo, piuttosto lo siamo noi coi nostri individualismi e le nostre città sempre meno a dimensione d’uomo. Parliamo di gente che ha scelto di vivere diversamente e oggettivamente meglio, con spazi per lo spirito e per gli altri, senza rinunciare ai vantaggi offerti dalla tecnologia. Ci sono imprenditori che hanno abbandonato le città, studenti tornati dall’estero per amore della propria terra, ragazzi che vogliono puntare sulla tradizione e sulle potenzialità del nostro meraviglioso Sud. Vengono recuperate antiche residenze rurali, condivisi orti e conoscenze, si organizzano corsi ed esperienze per allargare le maglie di un sapere antico, si organizzano filiere di produzione ortofrutticola biologiche, incontri con scuole e università, si scoprono e valorizzano le bellezze dei territori, si ospitano persone in grado di portare in giro il seme del rinnovamento della società dal basso.
Scuole aperte alla Tempa del Fico, a Pruno di Laurino. 
Ma perché vi scriviamo di un’esperienza che in fondo è a 400 km da noi? perché crediamo nel contagio delle idee e nella forza di un cambiamento tanto radicale quanto necessario: quello del respirare, mangiare, socializzare e vivere bene. Si chiama ‘progresso rurale’ e si nutre di innovazione sociale. Non è nulla di impossibile o particolarmente difficile, se si accetta l’idea di metterci del proprio. La rete sta camminando e tessendo contatti sempre più importanti e noi il semino vogliamo lanciarlo anche qui, dove il futuro è da riscrivere il prima possibile, puntando tutto sulle potenzialità intrinseche del territorio.
Se ti va di approfondire i temi proposti in questo post, ti consigliamo di cliccare QUI per una lettura sul fermento cilentano, QUI per saperne di più sul turismo rurale e QUI per conoscere la Social Innovation.

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