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venerdì 28 marzo 2014

TURISMO – Coesione e idee, così si prende in mano il futuro di Taranto

Ieri presso l’ipogeo De Beaumont-Bonelli del dott. Bellacicco, ha avuto luogo un altro degli appuntamenti promossi dall’associazione ‘Officine Taranto’. Stavolta la convocazione ha riguardato il mondo delle associazioni e delle realtà che hanno a cuore lo sviluppo turistico del nostro territorio.

Un momento dell'incontro di ieri.
Lo diciamo subito, le impressioni che abbiamo ricavato dall’incontro di ieri sono state più che positive, per diverse ragioni. Prima fra tutte è stato bello notare come, in nome dei contenuti, si sia riusciti ad andare oltre al facile accostamento di Officine Taranto col suo ispiratore Nardoni, sebbene i ragazzi che la muovono ne garantiscano assoluta indipendenza. Certo sarebbe stato assai più opportuno se questi Stati generali per la Città vecchia fossero nati in modo condiviso, piuttosto che dettati da un’associazione, ma questi incontri sono, comunque la si pensi, un’importante occasione di confronto. La massiccia partecipazione di ieri è un segnale importante, l’ennesimo che dimostra il fermento attivista dei movimenti cittadini, ed ha contribuito a buttare giù argini consentendo di abbozzare una costruzione di futuro ormai non più rinviabile. L’altro aspetto che, più di ogni altro ci ha dato fiducia, è che i problemi sono
comuni e tutti bene individuati e condivisi. Un passo non da poco quindi è stato fatto. Quali sono? su tutti la mancanza di coesione e di una convergenza che obblighi chi di dovere ad ascoltare di più e meglio chi vuole far correre questo territorio dietro alle sue bellezze naturali e ricchezze storiche. Cittadini, associazioni e operatori di beni culturali e del mare insieme, una bella forza e una determinazione che ha tenuto tutti in sala fin oltre alle 23. Si sta lavorando ad aumentarne il peso specifico e ieri, oltre a individuare gli errori, si sono proposte soluzioni. I pacchetti che portano qui i turisti per visite troppo spesso mordi e fuggi sono costruiti altrove, dobbiamo imparare a farlo da noi. Gli operatori devono parlarsi e rendersi interlocutori sempre più affidabili per agenzie locali di incoming che possano smetterla di vendere altri luoghi ai tarantini, per iniziare a drenare i flussi verso il territorio. L’interlocuzione con le istituzioni deve essere canalizzata attraverso strumenti ufficiali quali le consulte tematiche. Basta andare in ordine sparso ad elemosinare incontri per rappresentare idee o chiedere patrocini, così non si va da nessuna parte e si finisce per favorire il disinteresse e un clientelismo duro a morire. Un tavolo permanente fra istituzioni, associazioni e operatori di settore può produrre proposte e strategie per dare la svolta voluta al territorio e al tempo stesso mettere tutti al riparo da rischi di strumentalizzazioni varie, in verità come quello che si corre anche con questi incontri. Solo qui non c’è ancora un albo delle realtà associative, chiediamoci il perché. Dobbiamo poi iniziare a ragionare in termini di territorio inteso come intera provincia, non come città da una parte e paesi dall’altra, come una certa cultura ci ha imposto. Insomma un lavoro complesso e al tempo stesso stimolante, da fare su noi stessi e con le amministrazioni pubbliche. Il potenziale c’è tutto ed è un ottimo punto di partenza. Questi incontri non saranno l’atto finale del percorso da tempo intrapreso dalla società civile, siamo pronti a scommetterci, fatelo anche voi.

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