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mercoledì 12 febbraio 2014

SVILUPPO - Rientrato lo sgombero dei Baraccamenti Cattolica, resta il nodo sul loro utilizzo


Lo sgombero di questa mattina nella foto di SegnoUrbano.
Non uno sgombero ma un’interdizione per pubblica sicurezza. Così avrebbe detto il sindaco facente funzioni Lucio Lonoce riguardo all’intervento di questa mattina ai Baraccamenti Cattolica. Fatto sta che qualcosa nell’intervento non doveva essere proprio in regola, dal momento che lo sgombero (chiamatelo come volete) non ha più avuto luogo. Potrebbe essere solo questione di tempo, ma restano delle considerazioni su quanto è accaduto e sta accadendo con gli spazi sociali in questi giorni. La più difficile da mandar giù è che si usi il polso fermo con ragazzi che provano a lavorare per e con la comunità e che lo stesso polso diventi assai meno fermo riguardo a Ilva, Eni e tutti gli avvelenatori della nostra comunità, riguardo ai pericoli – fisici e culturali - dei palazzi che si sgretolano in Città Vecchia, riguardo ai generi alimentari venduti allegramente su
bancarelle improvvisate un po’ ovunque (cozze vietate comprese, lo sanno tutti) e a diversi altri aspetti che farebbero diventare l’elenco troppo lungo. Ecco questo ci fa arrabbiare. Che l’occupazione dei Baraccamenti sia fuori dalla legalità è formalmente innegabile, coi ragazzi delle Officine, e di altri movimenti attivi in città, abbiamo anche intrapreso un confronto che potrebbe portare a realizzare percorsi di legalità che cambierebbero il volto del Borgo, ma la legge è legge sempre, non solo coi più deboli. Perché questo ci pare di capire, dato che all’appetibile area dei Baraccamenti stanno già bussando diversi soggetti noti per aver prodotto quelle stesse idee che condannano oggi Taranto ad essere una città poco vivibile. Va anche ripristinata la verità confutando ciò che da più parti si eccepisce, e cioè che quel meraviglioso pezzo di città sia stato abbandonato dal Comune per decenni. Non è proprio così, perché il Comune l’ha acquisita dal Demanio solo a metà dello scorso anno. Si può però dire che nessuna amministrazione ha mai seriamente portato avanti il discorso delle dismissioni delle aree non più in uso alla Marina, argomento fondamentale per cambiare le sorti di una Taranto strozzata fra Marina e industrie. Ora sono arrivati i Baraccamenti Cattolica, non molto rispetto a ciò che si potrebbe riavere indietro – pensiamo a Ospedale Militare, Isole, ex banchina Torpedinieri e aree retrostanti al Muraglione - ma si tratta comunque di un’area in pieno centro, con locali dalle cubature ridotte e tanto verde pubblico. Un vero e proprio villaggio, sulla cui destinazione non si può e non si deve assolutamente sbagliare, neppure sbandierando i soliti limiti economici dell’Amministrazione Pubblica; pretesto che rischia di consentire ennesimi scempi urbanistico-sociali. Perciò il confronto, su questa e altre aree, così come sull'Isola, dovrà continuare, pacifico ma fermo, sgombero o non sgombero. Dovrà mettere al centro le esigenze dei tarantini, non quelle dei potenti che piangono una crisi che altro non è che un calo dei profitti. Ci batteremo per ottenere una città normale, costruita sul confronto e la condivisione dal basso delle politiche di sviluppo. Per gli spazi sociali, il verde pubblico, la sostenibilità, gli attrattori culturali e l'attenzione per le piccole e sane economie locali. Proveremo a ripartire da quanto hanno messo in campo in questi mesi i ragazzi delle Officine e le tante realtà positive che stanno caratterizzando questo momento delicato per la nostra città. Un momento di rottura che dovremo impegnarci, tutti, a consegnare alla storia come la svolta che attendevamo.

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