Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Google+ Segui il Canale Youtube L’APP di Targato TA

mercoledì 6 novembre 2013

TURISMO - Il recupero dell'origine spartana per esportare il marchio 'Taranto'

Il marchio spartano di Taranto proposto ieri (ph Mino Lo Re)

Una ricerca on line e un sondaggio internazionale. Sono queste le basi che hanno portato gli Artisti Uniti X Taranto a concludere che le bellezze di Taranto non riescono a tirarla fuori dalla simbiosi con l’Ilva, unico simbolo davvero riconosciuto aldilà dei nostri confini. Una fama triste e meritata, dal momento che qui si è superato ogni limite di decenza, legalità e moralità. Ma Taranto è anche altro: è cultura, è natura e arte. Non è possibile attendere di risolvere il problema dell’inquinamento, ancora in piedi in tutta la sua gravità, per poter provare a vivere di altro. Anzi, forse è vero proprio il contrario. Fin quando non si lavorerà seriamente per le alternative, non ci sarà mai vera emancipazione dai veleni (forse è proprio per questo che non se ne sono mai create). E' questa la volontà forte emersa ieri nella conferenza 'Indietro nel futuro' proposta da AUxT. Occorre partire subito, ad iniziare dalla constatazione che le attrattive della città non trainano, come dovrebbero e vorremmo, l’economia del territorio. Come per le fabbriche della morte, anche questa è una mancanza della politica nostrana, che da questa realtà trae sostentamento a danno dei tarantini. Bisogna
rimboccarsi le maniche dal basso e coi mezzi a disposizione. A venire in aiuto è un’altra ricerca on line, i cui pesanti numeri restituiscono una speranza: Sparta e la spartanità costituiscono un’immagine di grandissimo impatto in tutto il globo. Alla sala gremita dell’Aula Magna dell’ex convento di San

Francesco, viene mostrato in video qualche esempio: la squadra di football americano degli Spartan, nel Michigan; un evento sportivo con prove estenuanti e che richiama appassionati da ogni dove; una filosofia di allenamento praticata da sempre più atleti. La 'spartanità' è sinonimo di sacrificio, dedizione e sostanza in tutto il mondo e Taranto è l’unica erede di questo patrimonio. Lo ha spiegato bene ieri Marco De Bartolomeo, ideatore del progetto. Un excursus pieno di pathos nell’impareggiabile storia della città e nel suo legame inscindibile con la Madrepatria. Da qui l’idea di riconoscere Taranto in un nuovo brand, con al centro il lambda lacedemone dello scudo spartano, che ricorda la nostra ‘A’. Poco importa se si è operata qualche forzatura in certe ipotesi storiche, o in qualche suggestione legata alla ‘spartanizzazione’ urbanistica della città. L’idea ha mosso le corde giuste, quelle dell’orgoglio sopito, dello spirito di comunità, del recupero delle origini dimenticate. Taranto è addirittura molto più della sua storia spartana e probabilmente quest’identificazione è perfino limitativa riguardo alle vicende che l’hanno attraversata, ma un marchio deve essere una sintesi immediata della propria unicità e ‘Sparta’ è altamente attrattiva e già spendibile nel mondo del turismo. Certo ci sarà da non deludere le aspettative dei visitatori e, ad un museo che si attende completato ed al Castello, si dovrà aggiungere dell’altro. Altro che c’è in abbondanza e che va recuperato e valorizzato, allargandosi doverosamente ai confini della provincia. Un’operazione di recupero identitario che non va considerata solo politica, ma che dovrà vedere tutti protagonisti, affinché il contenitore messoci a disposizione ieri sera venga riempito del nostro meglio.

Nessun commento:

Posta un commento