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venerdì 22 novembre 2013

TRADIZIONI – Santa Cecilia, la porta tarantina sul Natale


La pettola tarantina.
Pastorali, pettole, presepi, alberi e luci. La giornata di Santa Cecilia, anticamera tutta tarantina delle feste natalizie, appaga davvero tutti i sensi. Appaga anche lo spirito, di chi crede e chi no, perché questa festività è ricca di atmosfera, da cogliere nei sorrisi generosi dei tarantini e nei riti semplici di una tradizione rimasta lontana da contaminazioni. Una celebrazione tutta tarantina, dicevamo, perché in anticipo sul periodo dell’Avvento, quello cioè che prepara alla Natività, come la Quaresima prepara alla Pasqua. Da dove nasce questa nostra usanza? e quando? ebbe inizio intorno alla metà dell’800, quando i complessi bandistici locali decisero di onorare la Santa protettrice della Musica intonando, sin dall’alba, marce per le strade e i vicoli della nostra città. Oggi la tradizione continua ad essere perpetrata per mano della
Grande Orchestra di Fiati Santa Cecilia Città di Taranto e della banda Paisiello, con le stesse musiche di allora e l’aggiunta, dal 2009, delle celebrazioni nella Cattedrale di San Cataldo, dove dai primi anni ’90 è custodita una statua della Santa. Qui sarà officiata la messa in onore della martire romana, prima della processione del simulacro nell’Isola e dei fuochi che la saluteranno sul lungomare di via Garibaldi. Poi ci sono i riti casalinghi: si preparano i primi alberi, si allestiscono i presepi e si friggono le pèttele, che la leggenda vuole essere nate per mano di una vecchina che, attardatasi a godere delle musiche che avvolgevano l’Isola in questo giorno di festa, fece lievitare troppo l’impasto per il pane. Il rimedio fu di calarlo a ‘cucchiaiate’ nella frizzula ricavandone pèttele, ossia piccole pitte, frittelle, tanto morbide da essere considerate u cuscine d’u Bammenudde, il cuscino del Bambinello. Tutto è profondamente calato nella cultura delle nostre tradizioni, radici che sono come un caldo mantello, ancor più rassicurante in periodi difficili come quelli che sta vivendo la nostra comunità, al bivio col suo futuro. 
Ricetta per le pettole: 1/2 kg di farina, 1 cubetto di lievito di birra, acqua e olio extra vergine di oliva. Impastare la farina con acqua tiepida ed il lievito, fino ad ottenere un'impasto fluido e colloso. Far riposare per almeno un'ora coprendo con una coperta. Raccogliere l'impasto con un cucchiaio e calarlo spingendolo con un dito nella padella di olio bollente. Estrarle appena dorate e servirle con una spolverata di zucchero. Alcune ottime varianti prevedono un pizzico di sale nell'impasto, unito ad acciughe, cavoli o tonno. Ogni pettola una forma diversa, ma sempre un sapore unico!

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