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mercoledì 8 maggio 2013

CULTURA - Cataldo, il Santo venuto dall'Irlanda


10 Maggio, la data che lega la Città dei Due mari al suo Santo patrono da quasi nove secoli: ma chi era Cataldo? quale la storia che lo portò dalla sua verde e lontana Irlanda a Taranto? Targato TA vi propone questo piccolo percorso fra storia e tradizione nel giorno in cui hanno inizio le celebrazioni in suo onore.

STORIA Cataldo Sambriak*, questo il nome completo del nostro patrono, nasce a Canty, in Irlanda, fra il 610 e il 620 da una famiglia divenuta fervente cattolica a seguito dell’imponente opera di evangelizzazione di San Patrizio. Dopo essere stato professore universitario e poi monaco e abate a Lismore, viene imprigionato con l’accusa di magìa per aver resuscitato due bambini. Liberato grazie all’intercessione di due Angeli che apparvero in sogno al re del Munster, diviene Vescovo di Rachau. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa (679-680) viene invitato da alcuni tarantini a governare la loro diocesi, in preda al paganesimo e da poco orfana del suo pastore Germano. Secondo la leggenda fu lo stesso Signore ad indicargli Taranto con l’invio di un Angelo. Così, di ritorno dal viaggio, vi si ferma e, constatata la situazione, decide di trasferirvisi operando nella popolazione diverse guarigioni miracolose. Si dice che arrestò una terribile tempesta gettando in Mar Grande il suo anello, da cui originò una sorgente d’acqua dolce, tuttora nota come Anello di San Cataldo. Nel 680 diviene il tredicesimo Vescovo di Taranto (solo dopo il 978 si ebbe il titolo di Arcivescovo nella nostra città) e qui muore l’8 marzo del 685 venendo sepolto, per suo volere, nell’allora duomo di
San Giovanni in Galilea, poi distrutto dai Saraceni nel 927. Il 10 maggio del 1071, durante i lavori di ricostruzione del tempio, il corpo del Santo viene ritrovato in un’urna di marmo, avvolta in abiti pontificali e con una croce dorata sul petto con incisa la parola CATALDUS: i tarantini gli dedicarono la nuova Cattedrale e lo eressero a Patrono della cittàDal 1151 le reliquie del Santo irlandese sono conservate in un’urna d’argento nel transetto destro della Cattedrale, poi divenuta l'opera barocca di grande pregio nota ai tarantini come “Cappellone”. 

PERCHE' 'PROTETTORE DEI FORESTIERI'? Aldilà delle sue origini irlandesi, la narrazione tradizionale gli attribuisce una particolare predilezione per i forestieri, mito che troverebbe conferma in un episodio legato alla sua celebrazione. Data l'imponente affluenza in città in suo onore, le autorità locali dovettero chiudere le porte di Taranto causando il risentimento del Santo, la cui statua scomparve dal Duomo per essere ritrovata in un pozzo vicino a palazzo Troilo. Il simulacro rientrò in Cattedrale solo dopo che furono riaperte le porte per farvi accedere i forestieri. Da qui il mito che lo lega ai nostri ospiti e che è ben altra cosa riguardo alla responsabilità che qualcuno gli attribuisce di non proteggere abbastanza i tarantini!


CELEBRAZIONI Le celebrazioni per la festa di San Cataldo cominciano la sera dell'8 maggio con la cerimonia d'u pregge (privilegio), ossia la consegna, da parte delle autorità religiose, della statua del Santo nelle mani del Sindaco. Successivamente l'effigie viene portata a bordo della nave Cheradi della Marina Militare ed ha così inizio la suggestiva processione a mare con al seguito una moltitudine di imbarcazioni, pescherecci e motoscafi. Il momento culminante della manifestazione coincide col passaggio del corteo dal canale navigabile, tra i fuochi d'artificio e il suono delle sirene delle barche. Dopo l'attracco in via Garibaldi, nella Città vecchia, la statua viene portata in processione tra i vicoli, fino al rientro in Cattedrale. Il 10 maggio si celebra la messa solenne nel duomo e a seguire la processione a terra fino alla chiesa del Carmine, prima del rientro nella Cattedrale. 

EVENTI PARALLELI Alle solenni celebrazioni si affianca, dal 1986, Il Palio di Taranto, tradizionale gara di barche a remi rappresentanti i rioni storici della città. La manifestazione ha luogo il pomeriggio dell’8 e, in seconda battuta, nella terza domenica di luglio e consiste nell’effettuazione del periplo del Borgo antico, fra Mar Piccolo e Mar Grande, con traguardo sotto al ponte Girevole. Alla gara dei Rioni sono abbinati il Trofeo Interforze e quello delle canoe. 

CURIOSITA’ Sebbene San Cataldo sia il più celebrato dai tarantini, non è l’unico patrono della città. Gli altri sono l’Immacolata e Sant’Egidio da Taranto. Alla prima è attribuito il miracolo di aver salvato i tarantini dal tremendo terremoto del 7 dicembre del 1710. Sulla sua statua, conservata nella chiesa di San Michele in Città vecchia, si può ammirare la particolare posizione delle mani con la quale, si dice, mitigò gli effetti della catastrofe (vedi QUI). A Sant’Egidio, la cui casa natale è visitabile al pendìo Lariccia nel centro storico, è dedicato un piccolo museo nella chiesa di San Pasquale, in c.so Umberto. Sant'Egidio è divenuto compatrono della città nel 1919 per volere di mons. Marzella. 
San Cataldo è venerato anche nelle cittadine di Supino, in provincia di Frosinone, dove è custodita la reliquia di un braccio del Santo proveniente da Taranto; è il santo patrono di San Cataldo in provincia di Caltanissetta; dette il nome anchealla cittadina leccese di San Cataldo, dove alcune leggende affermano che sbarcò di ritorno dalla Palestina.


DETTO POPOLARE A San Cataldo finisce il freddo e comincia il caldo!

* secondo il De Vincentiis ("Storia di Taranto") il cognome potrebbe essere stato Sambriak, dal padre Eucho Sambriak e madre Aclena Milar, secondo H. Wace in "A dictionary of Christian biography" sarebbe invece Colgan, cognome che tuttavia potrebbe essere stato confuso con uno degli storici che ne tracciò la vita.

Fonti: WikipediaSan Cataldo Vescovo, San Cataldo Vescovo e Protettore di Taranto di P. Adiuto Putignani ed. Filippi 1970, Storia di Taranto di De Vincentiis, San Cataldo.comTarantoincartolina

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