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mercoledì 24 aprile 2013

SVILUPPO - Aree demaniali, il Comune apre un laboratorio di idee per il loro utilizzo

L'area degli ex Baraccamenti Cattolica.
L'Amministrazione comunale di Taranto invita la cittadinanza a fornire idee riguardo all'utilizzo delle aree demaniali appena trasferite alla città (le trovi QUI). Entro fine giugno, infatti, l'Ente civico dovrà fornire i progetti di riconversione dei siti, pena la restituzione dei beni stessi. L'appello è rivolto dal sito del Comune dal consigliere Ernesto D'Eri, formalmente incaricato dal Sindaco di curare gli sviluppi delle aree acquisite. Il punto è che, oltre a non essere specificato entro quando vanno inoltrare le proposte, non viene specificato quanto si potrà spendere per realizzarle, cosa non da poco considerate le condizioni in cui versano le casse della città. Fra l'altro speriamo si sia provveduto a fare degli attenti sopralluoghi
tecnici preventivi, dal momento che non di rado le aree militari in disuso registrano la presenza di amianto. In quel caso i costi di bonifica decollerebbero e, in assenza di precise garanzie da parte dell'Agenzia del Demanio, che non sappiamo se ci siano, sarebbero da imputare al Comune. Per ora ci viene data la possibilità di esprimere idee in libertà!
QUI trovi le schede tecniche dei beni demaniali acquisiti dal Comune e la comunicazione del consigliere D'Eri. Le idee possono essere inviate agli indirizzi mail ernesto.deri@pcert.postecert.it e ernestoderi@live.it.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera,

mi sembra che l’area degli ex – Baraccamenti è di fatto l’unica area, tra quelle “restituite” dalla Marina Militare, ad avere valore.
Credo che non ci siano dubbi che la si debba utilizzare a fini commerciali.
Francamente bandire un “concorso di idee” mi sembra inutile. Si leggono sempre le stesse cose, del tipo, “…utilizzo per spazi polivalenti, espositivi, ricreativi, culturali, teatrali, musicali e comunque di socializzazione…”, creiamo il teatro della Magna Grecia, il teatro per orchestre, un alquanto generico polo culturale ! … aggiungo io che manca il solito museo di qualche roba…
Ma qualcuno si è chiesto perché in questa città non ci sia nulla di tutto questo?
Lo so che è come domandarsi se sia nato prima l’uovo o la gallina, ma chiedo ugualmente: Non sarà che in questa città tutti questi “spazi, poli, teatri, socializzatori” c’erano e poi sono stati spazzati da un impoverimento culturale per ritrovarci nella situazione attuale? (direi quasi un annichilimento senza precedenti in Italia)
Qualcuno si è chiesto mai che forse ai tarantini non importi nulla ad avere questi spazi?
Chiediamoci, esistono in questa città dei potenziali fruitori (in numero adeguato perché non sia l’ennesima cattedrale nel deserto), qualcuno a cui interessi questo prodotto chiamato Cultura?
Non chiediamoci poi se possa interessare a fini di richiamo turistico un teatro per orchestre?! O il teatro della Magna Grecia (che non so cosa sia…) se non si riesce neppure a sfruttare adeguatamente il Museo Archeologico Nazionale (dove tra poco pur di far venire qualcuno, sarà il museo a pagare il “visitatore” pur di farlo entrare)
A mio avviso non esistono in questa città fruitori in numero adeguato. Il rischio di creare la già citata cattedrale nel deserto resta elevato.
Credo che la migliore soluzione sia quello di lasciare lo sfruttamento dell’area ai privati (che la sanno senz’altro più lunga di questi “amministratori pubblici” ), purché sia un attività che crei valore per la collettività (tutta, e non solo per una parte particolarmente colta o sopra la media che possa “goderne”), che crei posti di lavoro, che fornisca servizi (certo a pagamento ma almeno siamo sicuri che ci saranno).
In altre parole, propongo di abbattere tutto, completamente, neppure più il ricordo delle fondamenta stessa di quei capannoni deve restare, di aprire quanto più possibile l’area alla città e di farci che so, tanto per cambiare, l’ennesimo polo comerciale con tanto di multiplex (7-8 sale) in pieno centro, parcheggio multipiano interrato (che so 500, 800 posti auto) e un 100 - 130 negozi! o delle medie superfici (elettronica, brico vi è solo l’imbarazzo della scelta). Non so se ci possa stare tutto….
Il centro commerciale si potrebbe chiamare “Gli ex –baraccamenti” o “Ai Baraccamenti” o solo “Baraccamenti”…
Altrimenti, sempre a mio avviso, la Marina si può riprendere questa “briciola” che ci ha gentilmente concesso, che forse non è valso neppure i biglietti aerei che il Sindaco ha pagato per recarsi 10 volte almeno a Roma!
Credo che la nota polemica sia evidente
Saluti
Alessandro

Vivi Taranto ha detto...

Gentile Alessandro,
siamo d'accordo sul fatto che le proposte delle amministrazioni contengano sempre e solo riferimenti generici alle solite cose mai realizzate. Siamo d'accordo anche sulla loro incapacità di interpretare la voglia di crescita del territorio, tanto da indurre a pensare che l'intervento dei privati sia l'unico a poter salvare la città. Ma qui dobbiamo dirle che si fermano le ragioni che ci accomunano, perché l'inadeguatezza del pubblico non deve avere per soluzione l'intervento degli speculatori, ma quello di pretendere il buon funzionamento delle amministrazioni. Non la reputi un'utopia, perché lo scarso spessore delle nostre classi dirigenti hanno origine nella disattenzione che noi tarantini abbiamo mostrato verso la città per decenni e decenni. Dunque è anche colpa nostra. Una colpa dalla quale stiamo cercando di venir fuori, anche se ci vorrà del tempo. Non siamo neppure d'accordo sulla mancanza di domanda di cultura nella nostra città. E' assai più probabile che questa venga mortificata per la ragione che un popolo ignorante è assai più controllabile (si veda come si lasciano fuggire i cervelli da Taranto). Ci permetta di dire poi, che quella cultura per pochi a cui fa riferimento, evidentemente non è vera cultura, perché la cultura è base di tutto e per tutti. In più, se fosse come dice che non c'è sufficiente domanda di cultura nella nostra città, questo dovrebbe essere un problema da risolvere con ogni mezzo, non da evitare. La nostra visione di città vede un centro e un'Isola con poche auto e molta cultura, artigianato e biciclette. Un'idea per la quale ci stiamo spendendo con la certezza che potrebbe rappresentare, insieme ad altri sani investimenti, la vera riconversione economico-sociale di Taranto. Cosa ampiamente dimostrata dall'esperienza di altre importanti città.
Grazie per averci scritto, un cordiale saluto

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