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sabato 6 aprile 2013

CULTURA - Taranto Capitale europea della cultura, le associazioni prendono in consegna il sogno

Ieri sera si è tenuta presso la sede dell'associazione La Città che Vogliamo la prima affollata riunione fra operatori culturali del territorio, a sostegno della prossima candidatura di Taranto a Capitale Europea della Cultura 2019. E' una ricognizione che il sindaco Stefàno ha affidato al consigliere comunale Liviano, in verità con poca convinzione, probabilmente perché tirato in ballo dall'inaspettata investitura del collega barese Emiliano. Già, perché l'altro giorno il sindaco di Bari, presentando alla stampa il comitato promotore per Bari Capitale della Cultura, ha avanzato la proposta di unire la Puglia in un'unica grande candidatura con Taranto capofila (leggi QUI). Questo, fra l'altro, consentirebbe di evitare un'inopportuna concorrenza fra le candidate Bari, Lecce e Brindisi, aumentando il peso specifico della proposta. Dunque Bari vuole unire la Puglia intorno al nome di Taranto. Strano? mica tanto. Chi conosce la storia della nostra città non faticherà a capire il
perché si sia pensato alla Città dei Due Mari per strizzare l'occhio al sogno europeo. Città dalla storia ricca e antica, culla della Magna Grecia e porta della classicità in Europa. Certo si tratta di un'impresa quasi impossibile, ma non per le potenzialità della città, quanto per il suo ritardo culturale ed urbanistico, al quale si somma ora quello di una candidatura che arriva fra le ultime in Italia e che deve essere formalizzata entro settembre. La concorrenza è di grande spessore e vede già ai blocchi di partenza città quali Venezia (assieme all'intero nord-est), Siena, Perugia insieme ad Assisi, Torino con provincia, Mantova, Bergamo, Amalfi, Palermo e Matera-Basilicata. Il nodo più grosso però è proprio il solito approccio approssimativo del nostro ente civico, il quale, prima ha tenuto nel cassetto per ben due anni il progetto proposto per prima dall'associazione Eutaca, poi ha dovuto attendere che fossero altri ad indicare Taranto come città dalla grande cultura mediterranea, per tirarlo fuori. Altra questione sono i finanziamenti, dal momento che la Comunità Europea prevede solo un premio di 1,5 milioni a candidatura ottenuta. Bene, Bari è disposta a metterci del suo, ma va considerato che Marsiglia, capitale designata per quest'anno e città dagli stessi problemi di Taranto, ha dovuto stanziare ben 600 milioni di euro per strappare questo successo. Ad ogni buon conto, in mezzo alle note dolenti ce n'è una dal suono dolcissimo, che è costituita dal fermento associazionistico senza precedenti che sta vedendo protagonista la nostra città. Pur consapevoli della portata delle difficoltà, le associazioni intervenute ieri sono state tante e determinate. Si è parlato di opportunità da cogliere, di fare rete, di 'costringere' gli enti locali a fare presto e sul serio. Una maturità che può tutto. Anche gettarsi in un sogno folle, sapendo che il percorso in sé già rappresenta un'occasione, che si vinca oppure no.
Clicca QUI per saperne di più sulla designazione di Capitale europea della cultura e QUI per approfondire i criteri per le candidature.

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