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venerdì 19 aprile 2013

CENTRO STORICO - 13 aprile, un bellissimo sabato 'normale'

Il giorno dopo l’ennesimo crollo registrato sull’Isola, frutto dell’incuria e dell’incapacità politica, ci piace tornare a parlare di quanto visto fra quei vicoli appena sabato scorso, quando la Taranto antica è stata animata da quattro eventi in rapida successione: il mercatino settimanale dell’artigianato Medusa (di cui abbiamo già parlato QUI),  un’esibizione di artisti di strada, la mostra organizzata da ArtistiUniti per Taranto nell’ex convento di San Francesco e la cena sociale del comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. Sulla nostra pagina facebook abbiamo pubblicato in diretta quanto stava accadendo nel Borgo antico, testimoniando la presenza di tanta gente intervenuta. Non è la prima volta che Taranto risponde agli ‘eventi’, però sabato le sensazioni sono state diverse dalle altre volte. Il perché sta in un aggettivo che è divenuto essenza per l’intera giornata isolana: ‘normale’. Sì perché gli artisti non sono stati i chiassosi ed eccelsi funamboli che ci si sarebbe aspettati,
Medusa non ha preso le sembianze dell’arrogante venditore di oggetti scadenti, la mostra AUT non è stata l’evento trendy a cui ogni modaiolo nostrano non poteva mancare e infine, la cena sociale non è stata la pullulante sagra della salsiccia che eravamo abituati a vedere. Non che gli aspetti elencati non siano bene accetti, tutto va più che bene in una città che vuole aprirsi al mondo, ma quello che abbiamo visto questa volta ha dato tutta l’impressione di essere un 'normale' sabato tarantino. La passeggiata attraversando il ponte, le famiglie in bicicletta, l’aria bohemien degli artigiani con le loro bancarelle,  la presenza rada di artisti che non erano fenomeni da ‘evento’, ma quelli che si possono comunemente incontrare in Centri storici già emancipati. Poi c’era la mostra. Bella, importante, significativa e… normale. Come se in quell’incantevole luogo, ora sede universitaria, ce ne fosse una ogni settimana. Senza le provinciali sfilate di chi della mostra poteva apprezzare solo un’altra occasione di visibilità e di incontro. Passando il ponte sono bastati pochi passi per capire tutto questo. Per comprendere che la voglia di cambiamento dei tarantini supera di gran lunga le carenze di una politica che non è neppure in grado di assicurare un vigile urbano, un cesto per l’immondizia e un bagno pubblico in occasioni del genere. E per comprendere che stavolta non ci si stava accodando al carrozzone dei pregevoli spunti di sensibilizzazione e delle bottiglie di Raffo lasciate sul marciapiede. No, era la passeggiata tarantina del secolo scorso! Per questo, calata la sera sui Due mari, ce ne siamo tornati a casa con una domanda che è subito divenuta speranza: non è che stiamo davvero acquisendo consapevolezza?

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