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venerdì 18 gennaio 2013

SVILUPPO - Tavolo per Taranto, tutti contenti per due briciole di aree demaniali


Si è chiusa martedì a palazzo Chigi la riunione del Tavolo Interistituzionale per Taranto voluto dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Vi hanno partecipato Regione, Provincia e Comune, oltre ai ministri dell’Economia Grilli, dello Sviluppo Economico Passera, dell’Ambiente Clini e della Difesa Di Paola. Ecco con cosa sono tornati a casa i nostri eroi: ampia disponibilità da parte della Marina Militare a “prestare” alla città la Tac del suo ospedale militare, vecchio pallino del sindaco Stefàno; la cessione di una ventina di unità immobiliari non più utilizzate dalla Marina e quella dell’area dei Baraccamenti Cattolica, compresa fra via Di Palma e via Crispi. In sostanza si tratta di venti case, un parcheggio, il co-uso di parte dell’ospedale militare per aiutarci ad accertare i nostri tumori e di un teatro da rifare quasi completamente a spese nostre, salvo scoprire che magari c'è pure da bonificarlo. Intendiamoci, noi siamo felici per ogni pur piccola conquista per la città, ma stavolta sul tavolo c'era da pretendere il risarcimento per cinquant'anni di devastazione di un territorio e dei suoi abitanti, cosa di per sè impagabile, figuriamoci con un parcheggio e quattro case. E c'era soprattutto da riscrivere il futuro di Taranto, con richieste in grado di far invertire la rotta a una città sul baratro. Sinceramente proprio non comprendiamo i toni trionfalistici coi quali buona parte della stampa e dei rappresentanti locali hanno salutato l’accordo, che sembra piuttosto essere il solito specchietto per le allodole da campagna elettorale, con un teatrino messo in scena sull'asse già tracciato Monti-Bersani-Vendola, a Taranto condito in salsa pro-Ilva. Già, perché anche qui è il nòcciolo della questione.
Lo Stato ci sta parzialmente risarcendo, pur con poche briciole, o vuol continuare a comprare il nostro asservimento, per giunta con un'operazione di facciata? Il sindaco ha addirittura definito “storica” la giornata romana ma, a fronte di tanti problemi creatici, qui non se ne risolve neppure mezzo. Venti case sono un tampone che non dà neppure fiato al problema abitativo dei tarantini meno abbienti; il parcheggio in centro non risolve quello delle auto che, anzi, a nostro giudizio dovrebbero essere disincentivate nel Borgo e sull'Isola per favorire un vero rilancio turistico della nostra meravigliosa città. In ultimo il teatro, che si aggiungerebbe al derelitto Fusco, per il quale ancora ci si affanna, senza successo, a reperire finanziatori. Dov'è il futuro in questa trattativa 'trionfale'? già, futuro e alternative, i grandi assenti dai temi dei nostri politici, forse appagati dai modelli di sviluppo sin qui perseguiti.  Eppure sul piano delle aree demaniali si sarebbe potuto puntare sull'isola di San Paolo, sull'area della stazione Torpedinieri che l'Autorità Portuale rischia di dover acquistare dal Demanio al fine di annetterlo al porto, e si sarebbe potuto puntare ad avere per intero l'ospedale militare per farne magari un campus universitario con alloggi e laboratori, senza contare la possibilità di valorizzare la preziosa area archeologica che vi è custodita. E visto che i danni da risarcire sono molti, si sarebbe potuto provare ad ottenerli già pronti per il loro rilancio turistico-culturale. Non sono favole: la Marina ha sempre dato la sua disponibilità a lasciare il comprensorio dell'ospedale militare, in cambio di adeguata contropartita nei pressi della nuova Base navale. Stesso discorso per San Paolo, il suo fortino napoleonico e il suo porticciolo, già oggetto di progetti stilati in ambito di Area Vasta. Quanto ottenuto martedì, posto che si traduca comunque in realtà, è addirittura meno di quanto promesso dall'amministrazione comunale esattamente un anno fa, guarda caso sempre in campagna elettorale (leggi QUI i proclami fatti sulle aree demaniali). Nè era detto che la partita si dovesse giocare necessariamente sulle aree demaniali: si sarebbero potute pretendere garanzie per le bonifiche del territorio (che non ci sono) o battere i pugni per il rifinanziamento del Distripark per il vero rilancio della logistica, sacrificato alle esigenze del molo Polisettoriale e cioè alle solite industrie. Questo è futuro, non i parcheggi, non venti case, non una Tac che cerca di risolvere un problema che è da risolvere a monte e non a valle. Per la cronaca, il Prefetto di Taranto Sammartino è stato designato quale curatore dell'accordo siglato a Roma, mentre, a riprova della serietà del Tavolo... le parti si sono ridate appuntamento fra un mese, a Governo 'scaduto'...

Una notizia buona c'è ed è di ieri: riguarda il programma "Piano Città" voluto dal Governo nel Decreto Sviluppo, nel quale Taranto si è classificata prima, con l'ammissione a finanziamento dei progetti presentati (leggi QUI i progetti proposti). I fondi previsti sono inferiori a quelli richiesti, per cui ci dovrà essere una scrematura dei lavori, per i quali i primi cantieri potrebbero partire a fine anno.