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mercoledì 19 settembre 2012

AEROPORTO - Taranto aiuta Brindisi e chi aiuta Taranto?

L'incontro di ieri nella foto tratta da BrindisiReport
Si è tenuto ieri a Brindisi un incontro fra il sindaco della città messapica Consales, quello della relativa Provincia Ferrarese ed il sindaco di Taranto Stefàno. Argomento in discussione l'accorpamento delle due province come previsto dalla cosiddetta Spending Review del Governo. I parametri stabiliti parlano chiaro e dicono che la titolarità della nuova provincia spetterebbe alla città più popolosa, ossia la nostra. Finalmente la possibilità di ritagliarci un ruolo di primo piano vedendo riconosciuta l'importanza di quella che è la seconda città della Puglia? tranquilli, i nostri amministratori sono già al lavoro per rimettere le cose a posto e ridarci la nostra sacrosanta secondarietà. Sì perché il nostro sindaco ha promesso "pari dignità" ai colleghi brindisini i quali, increduli di fronte a cotanta ingenuità (?), si sono spesi in mille ringraziamenti per l'insperata facilità di questa apertura. "Taranto deve aiutare Brindisi affinché abbia pari dignità, si tratta di città con 2 grandi porti, 2 aeroporti e industrie che servono la Nazione e che continueranno a servire la Nazione", queste le parole del sindaco Stefàno a margine dell'incontro. Ora, lasciamo penosamente andare le dichiarazioni sull'asservimento industriale che, secondo il nostro massimo rappresentante istituzionale evidentemente deve andare avanti e, per giunta, continuare ad essere unilaterale, vogliamo parlare di questa pari dignità che così magnanimamente stiamo per concedere? Ieri i rappresentanti brindisini hanno cosparso di incenso il nostro Stefàno, fino al punto di considerare come "grande" quell'aeroporto Arlotta che fino a qualche mese fa gli stessi protagonisti non temettero di definire "condominiale" (leggi QUI). E allora quale miglior occasione per riparlarne seriamente? Pari dignità? benissimo, perché sulla carta siamo più importanti noi, ma nei fatti lo è di più Brindisi che, le sue carte, le ha sempre sapute giocare bene...o forse siamo noi che non siamo buoni. Ad ogni modo si vuole una Prefettura o una Questura? si inizi col girare allo scalo grottagliese - che da quello brindisino fu scippato di attenzioni negli anni '90 - qualche volo per Roma e Milano e anche di più, tanto il Paola Casale è al collasso e ci perderebbe poco. Ci girino qualche rotta di navi da crociera per le quali hanno sempre fatto ostruzionismo (pure su questo!) e poi, e solo poi, potremo parlare di trattamento paritario. Ciò che reclamiamo ha i connotati di una guerra fra poveri, condita di mero campanilismo? sarà, ma del ruolo di Cenerentola, francamente, ci siamo davvero stufati, e non ce ne vogliano gli amabili vicini adriatici, si tratta di una questione politica. Vabbè comunque nessun problema, tanto il punto non è nel chi fa i propri interessi, ma quello di essere amministrati da chi non fa i nostri. Meravigliosamente schiette, a tal riguardo, le parole del sindaco di Brindisi Consales che, parlando ai microfoni di Studio 100, forse pensando di rivolgersi solo ai suoi concittadini, ha dichiarato che "non dobbiamo innamorarci del nome Lecce o Taranto, ma sapere che con Lecce andremmo a fare gli annessi, con Taranto invece siamo capoluogo di Provincia insieme a Taranto, perché c'è la disponibilità di Taranto a non crearci ostacoli in tal senso".  Figurarsi, manco di diplomazia c'è stato bisogno! In tutto questo ci sono pure due dettagli di non poco conto: l'assenza del presidente della Provincia di Taranto, che ormai pare aver abbandonato la nave e che comunque, come fatto in tutti questi anni, non avrebbe mai calpestato i piedi al collega Ferrarese; e quella dei due rappresentanti leccesi che, pur invitati, hanno pensato bene, forti del salvataggio ottenuto in extremis dalla loro provincia, di disertare quest'incontro tra "sfigati" riservandosi, magari, di ammaliare e annettere qualche comune fra i più prosperi delle due contendenti. I giochi andranno fatti entro il 24 ottobre e anche stavolta, evidentemente, ci sarà bisogno di far sentire la nostra voce. 

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