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giovedì 12 aprile 2012

INFRASTRUTTURE – Capolinea porto mercantile, uno slalom tra i disagi


Il capolinea bus in tilt.
Per tanti è un biglietto da visita della città, per altri un arrivederci, fatto sta che la stazione bus del porto mercantile è fra le cartoline di Taranto a cui il futuro sindaco dovrà assolutamente ridare decoro e organizzazione. Ci siamo andati martedì scorso per osservare la situazione in una delle giornate tradizionalmente vocata alle partenze da Taranto dopo le festività ma, prima di ogni altra cosa, siamo stati impressionati dalla mole di giovani tarantini in esodo dalla città per studio o per lavoro. Un fiume di ragazzi costretti a lasciare Taranto e affetti fra lacrime e volti mesti, che finiranno inevitabilmente per legare il proprio futuro e le proprie fortune ad altri lidi. Un’immagine che in parte è possibile cogliere dalla foto che abbiamo scattato e che, oltre a tristezza, suscita rabbia, perché non c’è dubbio che questa “fuga di cervelli” sia in parte voluta da chi vuol mantenere Taranto nella situazione in cui versa. Riprèsici da questo pugno nello stomaco, siamo tornati a concentrare l’attenzione sull’organizzazione del capolinea e le note non sono state meno dolenti. Servizi mancanti o inadeguati, da quelli igienici alle sale d’attesa, al servizio informazioni; spazi assolutamente insufficienti, sia per utenti e accompagnatori, che per il parcheggio di bus e auto; cavalcavia sporco e indecoroso; totale inciviltà degli automobilisti intenti a parcheggiare il più vicino possibile ai bus, con enormi ostacoli per il traffico e mancanza di una regìa comunale che in ragione dei limiti strutturali del sito organizzi le partenze dei vari vettori in orari differenziati. A fronte di tutta questa anarchìa solo due volenterosi vigili municipali a sollevare giusto un paio di contravvenzioni. E’ vero che si trattava di una giornata di punta, ma l’aspirazione della città è di averne tante di giornate di punta così, connotate dall’arrivo di turisti in riva ai due mari e dunque sarà necessario intervenire al più presto. Rispetto a quanto abbiamo visto è stato poi inevitabile fare una riflessione sul sistema dei trasporti e sull’università. Nel primo caso risulta sempre più evidente come l’aeroporto di Taranto-Grottaglie debba recitare una parte di primissimo piano in considerazione del bacino d’utenza della città e del suo isolamento ferroviario sempre più penalizzante. Nel secondo è stato altrettanto evidente osservare come l’autonomia del polo ionico e l’allargamento dell’offerta universitaria - magari alle facoltà con eccesso di domanda a Lecce e Bari – potrebbe trattenere e importare ragazzi per diversi anni, alimentando con essi le possibilità di miglioramento socio-economico della nostra città.

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