Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Google+ Segui il Canale Youtube L’APP di Targato TA

giovedì 19 gennaio 2012

SVILUPPO - Le idee del Comune per l'utilizzo delle aree demaniali in dismissione

La locandina dell'incontro di ieri.
Ieri pomeriggio, presso il Salone degli Specchi di palazzo di Città, gli Enti locali, alla presenza di rappresentanti della Marina Militare, hanno presentato alcune idee progettuali messe a punto da giovani architetti tarantini per l’utilizzo delle aree demaniali in via di dismissione. Le proposte sono quattro. La prima è stata denominata “le corti di Taras” e riguarda l’area degli ex Baraccamenti Cattolica, cioè quella in cui insiste attualmente il parcheggio all’inizio di via di Palma angolo via Crispi, con tutti i locali annessi e non più utilizzati dalla Marina. L’idea prevede di realizzare un teatro per orchestra, sale polivalenti per attività ricreative e di studio e una biblioteca. I locali sono tutti da ristrutturare e qualcuno da riedificare. La seconda riguarda la realizzazione di una via pedonale e ciclabile che attraversi la città congiungendo i due parcheggi di scambio previsti a Cimino e Croce (leggi QUI il progetto approvato sulle due aree), con le assolute novità dell’attraversamento interno dell’Arsenale e della realizzazione di un piccolo ponte metallico sul canale navigabile. La ciclo-via è pensata per essere panoramica poiché sfrutterà l’intero affaccio sul Mar Piccolo e potrà candidarsi ai finanziamenti previsti col progetto europeo di mobilità sostenibile CY.RO.N.MED. L’affascinante prospettiva è quella di cambiare radicalmente la mobilità in una città che ha tutte le potenzialità per farlo, magari estendendo la rete ciclabile anche ad altre arterie principali, così come previsto nel progetto Tarantociclabile che potete leggere QUI. La terza idea progettuale ha come obiettivo quello di realizzare un Museo dell’Arsenale Militare presso i locali che dovevano essere adibiti a officine, con apertura di varchi lungo il Muraglione. Un’idea per la verità che replica il contenitore culturale già presente in Arsenale e visitabile solo su prenotazione (leggi QUI).  L’ultimo progetto riguarda l’utilizzo dei locali al I piano del Castello Aragonese dal lato del rivellino triangolare che dà su Mar Grande. Qui è prevista l’allocazione di un Museo della Storia Medievale di Taranto e gli uffici della Fondazione Michelagnoli. Ancora nessuna idea è stata invece presentata per l’Ospedale Militare di via Pitagora che, tanto per restare alle idee, noi vedremmo benissimo al servizio dell’Università quale campus e sede di laboratori scientifici. Ancor meglio se sarà realizzata la pista di cui si diceva, che lascerebbe immaginare un via vai di studenti su due ruote fra campus e facoltà sull’Isola... In definitiva le idee proposte ieri ci piacciono molto, siamo convinti che siano realizzabili e che possano contribuire realmente a mutare in meglio il volto e la vivibilità della città, ma la realtà dei fatti non va persa di vista e al momento dice che non c’è ancora l’acquisizione, da parte di Comune e Provincia, delle aree di cui si è discusso; che, come spesso accade, i progetti mancano di programmi di gestione (anche per grandi linee) atti a dare continuità agli stessi; che non vi è stata alcuna richiesta di finanziamento, se non una generica indagine sui canali da utilizzare per ottenerli e che, infine, non c’è il tempo per dar luogo ai progetti entro la fine della legislatura comunale prevista per il prossimo maggio. Per arrivare al nòcciolo, la conferenza di ieri si è limitata ad essere una mera dichiarazione d’intenti che, come tale, al momento si può configurare solo come programma per la campagna elettorale della giunta uscente. Ciò senza nulla togliere alla validità delle proposte avanzate, che mettono cultura e mobilità sostenibile al centro della vita pubblica, argomenti che dovranno segnare l’agenda politica di chiunque siederà da giugno a palazzo di Città. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Vorrei farvi i complimenti per l’attività di divulgazione informativa che svolgete quasi quotidianamente con questo sito. Trovo sempre tutto piuttosto interessante.
Detto questo, vorrei esprimere un commento a quest’articolo. Non ho potuto fare a meno di notare da parte vostra un certo entusiasmo per le idee proposte da questi “giovani architetti tarantini”.
Io non riesco ad esserlo allo stesso modo.
Si propone dunque: l’ennesimo museo (ne abbiamo già un altro, il Marta, che nonostante gli sforzi arranca); un’altra biblioteca (ne abbiamo già una che è rimasta all’età del bronzo per la qualità del servizio offerto); una pista ciclopedonale (il comune ne ha costruite delle altre in passato e sono state puntualmente abbandonate nell’indifferenza generale).
Un campus universitario con laboratori scientifici?
Non riesco ad immaginare un “via vai di studenti su due ruote fra campus e facoltà sull’isola”, perché tutti questi studenti proprio non li vedo. In effetti, per il futuro, faccio fatica anche ad immaginare che l’attuale università resti a Taranto.
Probabilmente val la pena migliorare e rendere attrattivo ciò che già c’è, senza creare specchietti per le allodole che generano un effetto solo di brevissimo termine (un po’ di cantieri, di lavoretti qui e lì…) e poi si finisce con l’abbandonare tutto perché il mantenimento di questi “musei” è troppo oneroso o semplicemente non sono sufficientemente attrattivi.
Non bisogna dimenticare (ma spesso succede) che Taranto ha 200.000 abitanti, non sono pochi, probabilmente credo che meriti qualcosa di più orientato al lungo termine e soprattutto, una volta tanto, che sia sostenibile e che crei vere opportunità di sviluppo.
A mio avviso, le dismissioni demaniali della Marina non sono una delle tante opportunità (che Taranto ha puntualmente sprecato), ma davvero potrebbe costituire l’Opportunità per cambiare il volto a questa città, anche se poi dipenderà dalla reale entità delle dismissioni.
Deve essere l’opportunità non per “appagare” una pluralità d’interessi più o meno diffusi sul territorio (ma privi di organicità e incapaci di creare esternalità positive durevoli) ma per fornire valore diffuso all’intera città.
In altre parole ci vogliono idee totalmente nuove e, mi permetto di dire, UNICHE. Perché è solo attraverso l’unicità, a mio avviso, che si può creare “valore” diffuso.
È per far questo è necessario pensare davvero in grande con prospettiva di lungo periodo.
Questo è il mio pensiero.
Grazie ancora per il lavoro che svolgete.

Vivi Taranto ha detto...

Per prima cosa un grosso grazie x le tue parole che ci incoraggiano ad andare avanti in questo lavoro fatto con grande passione x Taranto. Sul post diciamo che l'entusiasmo è soprattutto dovuto al fatto che si parla di sviluppo alternativo, con al centro i temi della cultura e della vivibilità, segno che la nuova attenzione dei tarantini inizia finalmente a dettare l'agenda politica dei nostri amministratori e questo aldilà di come si vedano poi nel particolare i singoli progetti proposti. Entrando nel dettaglio, riguardo al Museo diciamo esattamente la stessa cosa, poiché si propone un museo dell'Arsenale che è già presente a Taranto e poco fruibile per le modalità di accesso e la scarsa pubblicizzazione da parte della Marina (nel post ne abbiamo indicato il link). Per la pista invece abbiamo pareri diversi perché il progetto realizzato e smantellato durante la giunta Di Bello non fu spinto con la dovuta energia, lasciando che si credesse una proposta di nicchia per pochi cicloamatori. Oggi però i tempi sono maturi xché si possa considerare la mobilità su due ruote come una frontiera di sostenibilità ambientale e maggiore vivibilità x una città che ha il clima mite quasi tutto l'anno ed è pianeggiante. I tempi sono maturi anche per una nuova coscienza che c'è a riguardo e che è testimoniata dai numerosi gruppi di cicloamici che spingono per l'utilizzo delle due ruote anche con appuntamenti settimanali fissi in cui si passeggia per godere della città con occhi nuovi (ne puoi leggere qualcosa qui http://vivitaranto.blogspot.com/2011/05/sviluppo-il-giovedi-tarantino-dei.html). Anche sull'Università la vediamo diversamente poiché secondo noi la strada è proprio quella del suo potenziamento con introduzione di facoltà di un certo peso (non necessariamente molte, ma buone sì). Perché non pensare alle facoltà per cui a Bari e Lecce è richiesto il numero chiuso? vuol dire che c'è eccesso di domanda e dunque occorre potenziare l'offerta. La Provincia poi aveva già in programma di istituire laboratori di ricerca e il campus presso l'ospedale militare sarebbe una sede centrale che di per sè aiuterebbe a rendere appetibile Taranto anche ai fuori sede, che con sè porterebbero cultura ed economia. Se da qualche anno vediamo più ragazzi in giro e soprattutto sacche di una nuova mentalità e un nuovo attivismo civico è proprio per quel poco di università che ci è stata concessa a ben vedere. L'Università è tutt'altro che un progetto di breve termine, anzi, nel medio periodo potrebbe aiutarci a trattenere qualche cervello in più e dunque produrre classi dirigenti di maggior spessore a nostro avviso. Sul progetto dei baraccamenti Cattolica la proposta ci è sembrata vaga e senza un'idea gestionale seria, su questo torniamo a essere d'accordo con te, fermo restando che anche questo contenitore può essere molto importante se pensato adeguatamente. Il tema delle dismissioni è fondamentale, è vero, e ci darà occasione di recuperare un tale patrimonio che discutere sul cosa farci sarà già in sè entusiasmante, a patto che non si sbagli, ma questo dipenderà anche dalla nostra attenzione, come dicevamo in principio. Scusa la lunghezza della risposta ma è bello confrontarsi sul futuro della città. Grazie a te!

Posta un commento