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lunedì 30 gennaio 2012

PORTO – In arrivo un commissario per accelerare la realizzazione delle opere

Aerea del porto di Taranto.
Oltre al fallimentare incontro di Bari sull’aeroporto, la settimana appena trascorsa prevedeva quello altrettanto importante sul porto di Taranto svoltosi a Roma. Convocato dal dipartimento per lo Sviluppo Territoriale della Presidenza del Consiglio, vi hanno partecipato il presidente dell’Autorità Portuale Prete, la Regione Puglia, il Ministero dello Sviluppo Economico, quello delle Infrastrutture e Trasporti e quello dell’Ambiente, unitamente alla Sogesid, la SpA che coadiuva le strutture locali per conto di questi ultimi due ministeri. Coi 400 milioni di euro già stanziati dal Cipe (leggi QUI), le parti hanno convenuto sull’opportunità di nominare un commissario straordinario per dare attuazione ai lavori previsti nel più breve tempo possibile. Risultato di questa accelerazione sarà l’emanazione, già in questa settimana, del decreto di nomina del commissario e la ratifica dell’accordo che impegnerà tutti gli attori coinvolti ad intraprendere le azioni di rispettiva competenza per completare le opere. I lavori sono di straordinaria importanza e sono divisi in tre linee di intervento: 1) quella per consentire l’ingresso delle nuove navi porta container, che prevede il dragaggio dei fondali, la realizzazione della vasca di colmata per il materiale rimosso (79mln); la realizzazione della diga foranea fuori rada che proteggerà il porto dai moti ondosi (32mln) e l’allargamento del molo San Cataldo (quello che guarda all’Isola) per 35 mln di euro. 2) Collegamento del porto alla rete ferroviaria, al fine di garantire l’intermodalità dei trasporti. 3) Realizzazione della piastra logistica per consentire di trattenere le merci in arrivo per una prima fase di lavorazione (219 mln). Risorse certe e tempi stretti quindi per ascrivere la parola logistica allo sviluppo della nostra città che, se tutto andrà bene, a breve potrà sfruttare appieno la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, rendendo più conveniente il transito delle merci da Taranto, piuttosto che dallo stretto di Gibilterra. Toni entusiastici riguardo a questo incontro sono stati espressi dal presidente della Regione Vendola e dall’ass. regionale ai Trasporti Minervini che ha anche risposto alle domande rivoltegli dal Movimento Aeroporto Taranto sul sistema aeroportuale tarantino. Minervini parla di 14mln in arrivo a Grottaglie per il potenziamento dei sistemi di controllo ed i piazzali e di 40mln che si sta cercando di intercettare per razionalizzare i collegamenti viari e ferroviari con l’Arlotta. Ribadita anche la linea ostruzionistica verso i voli civili a Taranto con la realizzazione del collegamento ferroviario con lo scalo brindisino (leggi QUI le risposte in dettaglio di Minervini).  Insomma la Regione è vero che si stia adoperando per Taranto, ma sempre lungo le linee decise a Bari, quelle cioè che ci vogliono come città industriale e, stringendo i denti, ora anche come piattaforma logistica. Guai però a parlare di turismo o commercio, perché quel decantato concetto del “fare sistema” deve vedere assegnato alla nostra città il ruolo più sporco fra quelli possibili. La cosa fu espressa in modo tanto arrogante quanto chiaro dal sindaco di Bari Emiliano che, in una delle sue recenti visite nella nostra città, ebbe ad ‘esaltare’ il ruolo del porto di Taranto come sponda industriale del capoluogo. Giusto, anche lì ci deve essere complementarietà: a loro i traffici passeggeri, a noi le polveri di minerale. Per questo sarà importante ricordare che il Piano di sviluppo del nostro porto prevede anche l’attivazione del traffico commerciale dal molo San Cataldo (leggi QUI il nostro post a riguardo). 

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