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mercoledì 14 dicembre 2011

SVILUPPO – La Marina libera Taranto, ha inizio la partita per il futuro

Taranto fra i suoi due Mari.
La notizia era attesa da mesi in quanto portatrice di enormi speranze per la città. La Marina Militare, con i comandanti Toscano e Lupo, ha presentato ieri il suo piano regolatore generale, in base al quale ha comunicato le aree su cui concentrerà le sue attività e quelle che invece lascerà libere. L’elenco di queste ultime è preziosissimo e comprende grossa parte della Stazione Torpediniere sul Mar piccolo, l’ospedale militare, l’isola di San Paolo, la caserma Mezzacapo, i Baraccamenti Cattolica (l’area compresa fra via Crispi e via Di Palma), la Torre D’Ayala in viale Virgilio e l’area nelle sue adiacenze, alcuni terreni in prossimità di Maricentro, l’ex artiglieria accanto al mercato Fadini e il centro sportivo di via Cugini, già in parte oggetto di accordo con Comune e Provincia al servizio delle scuole. Un tesoro immenso, sia per il suo potenziale turistico-culturale, che per il valore economico in sé, stimato in 500mln di euro e che, va detto, grazie alla Marina è stato preservato dal dissennato sviluppo urbanistico concepito in particolar modo fra gli anni ‘50 e ’70. Dal canto sua la Marina potenzierà l’Arsenale, le scuole Cemm di San Vito - che saranno dedicate completamente alla formazione - e punterà sulla sede di Maricentro come sede amministrativa e sulla base di Mar Grande per l’aspetto operativo. La formula prevista per la cessione è quella della permuta, cioè lo scambio di beni con eventuali saldi perché, se da un lato la città vuole acquisire spazi da dedicare al turismo, dall’altro la Marina necessita di un nuovo ospedale militare, di altri alloggi, di un autoreparto e di nuovi campi sportivi da realizzare fra la base navale e San Vito. Si tratta indubbiamente dell’occasione che Taranto cercava e per la quale ora dovrà farsi trovare pronta con un disegno chiaro ed organico del proprio futuro che eviti gli errori del passato e, soprattutto, coincida con le attese dei tarantini. Qualcosa è stato già previsto nell’ambito del programma di Area Vasta (leggi QUI i progetti già messi a punto), ma di certo l’ostacolo da superare sarà adesso quello del reperimento di fondi pubblici e privati con cui acquisire e convertire le aree. Si è già mossa la sezione locale di Assonautica, la quale ha fatto preparare un progetto per la realizzazione di un porticciolo turistico, di un museo del mare e di un acquario nell’area ex fiera del mare in viale Virgilio (in verità idee già proposte dal Comune per l’ex Stazione Torpediniere). Anche l’Autorità Portuale ha nel cassetto un proprio progetto per la banchina Torpediniere da adibire ad attracco per navi passeggeri e yacht che andrà valutato. L’importante partita continuerà ora ad essere giocata fra enti locali, Ministero della Difesa e la SpA Difesa e Servizi, con la società civile chiamata al fondamentale ruolo di indirizzo e controllo perché, stavolta, non si dovrà sbagliare proprio nulla.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Può essere un'occasione molto importante per Taranto, forse unica e irripetibile... Daniele

Markpol ha detto...

E' ora che la città si risvegli e che gli amministratori dispongano e portino avanti progetti anche in vista di separare de-fi-ni-ti-va-men-te il destino della Città da quello dell'ILVA. Il "siderurgico" ha ridotto Taranto all'anticamera di San Brunone ed ha dato giustificazione a quanti hanno fatto dell'immobilismo la propria bandiera. La VITA per Taranto è e sarà sempre il MARE.

Vivi Taranto ha detto...

Ma per fortuna i tarantini si stanno risvegliando davvero...

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