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martedì 8 novembre 2011

AEROPORTO – Silenzio sulla proposta Air Italy, ma nel frattempo spunta il nuovo Bari-Linate…

Da sin. Minervini e Di Paola.
Che l’ostruzionismo regionale verso l’apertura dello scalo tarantino fosse dovuto a compromessi politici di discutibile profilo lo avevamo capito da tempo, ma ora la cosa è stata chiaramente ammessa anche dal deus ex machina di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola. Il fedelissimo dell’assessore ai Trasporti Minervini ha infatti dichiarato che i patti risalgono al 2006 e che prevedevano di insediare l’Alenia a Grottaglie, in cambio della rinuncia di quest’ultima ai voli civili (leggi QUI). Questo per non urtare troppo la suscettibilità di Brindisi, anch’essa all’epoca candidata ad ospitare lo stabilimento Alenia, ma senza considerare che fu proprio Brindisi a 'scippare' Grottaglie dei voli civili. Ad ogni modo uno dei più indignati all'epoca per lo ‘smacco’ subìto fu il presidente degli industriali della città adriatica, quel Ferrarese che oggi è presidente della Provincia di Brindisi e che tuttora riesce a spuntare il rinnovo di quell’accordo dal collega della Provincia di Taranto Florido. Quest’ultimo, prima dell’estate, ma meglio dire prima delle amministrative di Grottaglie, parlò di un forte interesse di Air Italy per operare sulla rotta Taranto-Roma. Poi le elezioni e solo qualche sbiadita dichiarazione d’intenti, condita con la scusa che la Regione non ha soldi per contribuire all’avvio del nuovo slot. Ora spunta un nuovo volo Air Italy che servirà la tratta Bari-Milano Linate col contributo della Regione (voli a partire da 40€…) e né la Provincia, né la stessa Air Italy parlano più del volo da Taranto. Un caso? forse. Fatto sta che per l’adeguamento dell’Arlotta si spesero 600mln di euro, utili a farne una delle piste più lunghe d’Italia e consentire i migliori agi ad Alenia. Una somma elevatissima che necessiterebbe di essere ammortizzata coi voli civili, contando fra l'altro su un bacino di utenza di 900.000 passeggeri all’anno (leggi QUI). Anche perché la Regione nel frattempo non ha mosso un dito per fare di Grottaglie uno scalo cargo come previsto, posto che quella di Alenia non è affatto attività cargo. Per i voli commerciali invece ci sono tutte le carte in regole, ma patti e compromessi in danno di Taranto immobilizzano le nostre istituzioni, con l’iniziativa che attualmente è nelle sole mani dell’associazione Tarantovola.it e della società civile che la sostiene. Non serve né che la Camera di Commercio di Taranto sia il secondo azionista di Aeroporti di Puglia (v. QUI), né che Brindisi dichiari di essere al collasso, tanto da chiedere proprio per bocca di Ferrarese che venga costruito un altro aeroporto a Brindisi! Paradossi che gli amministratori nostrani sembrano tollerare di buon grado, ma i tarantini molto meno. E’ di questi giorni la notizia che il ricorso d’urgenza presentato a giugno al Capo dello Stato dal Comitato Aeroporto Taranto è stato accolto e girato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per le valutazioni del caso (leggi QUI). Usa i link presenti per i tuoi approfondimenti e per far sentire la tua voce con i nostri amministratori: a partecipare c'è più gusto, a guadagnarci è la tua città!

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