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martedì 13 settembre 2011

CULTURA - Il Comune al lavoro per ottenere una copia della "Persefone Gaia", fondi anche per la Cripta del Redentore

La Dea in Trono di Taranto.
Il Comune di Taranto formalizzerà a breve una richiesta al Pergamon Museum di Berlino per realizzare una copia della Dea in Trono, la splendida statua in marmo monolitico risalente al 460 a.C. e raffigurante la Dea Persefone (o, secondo recenti studi, Afrodite). L’obiettivo è di collocarla nel nuovo Museo della Città di Taranto che sarà inaugurato a fine anno presso palazzo Pantaleo, nel Borgo antico. L’idea, già paventata quattro anni fa dal precedente assessore alla Cultura Angelina Mignogna e sostenuta dalla Regione Puglia e dal Ministero per i Beni Culturali (v. QUI), è stata ripresa ieri dal sindaco Stefàno e dall’assessore all’Attuazione del Programma Pierri in un incontro che si è svolto col Sovrintendente ai Beni Archeologici De Siena, con la direttrice del MArTà Dell’Aglio e con l’editore della Scorpione Piero Massafra. La Persefone Gaia, cosiddetta per il sorriso accennato sulle sue labbra, verrebbe riprodotta grazie alla tecnica del laser scanner e finanziata direttamente dal Comune di Taranto, andando ad arricchire il restaurato contenitore di palazzo Pantaleo, presso il quale si prevede di trasferire anche il Museo etnografico Alfredo Maiorano. I tempi per portare a compimento l’intera operazione entro dicembre sono particolarmente ristretti ma, sfumata la possibilità di riavere l’originale della statua, si punta dritti ad averne almeno una copia. Nei 150.000€ di spesa preventivata dall’Ente civico rientra anche il recupero della Cripta del Redentore di via Terni, col restauro della struttura e la sistemazione dell’area circostante da ultimarsi anch’essa entro fine 2011. La Dea in Trono fu ritrovata a Taranto nel 1910 durante lo scavo per uno stabile e trafugata nel 1912. Dopo diverse peripezie fu messa all’asta sul mercato clandestino svizzero e acquistata dal Governo tedesco di Guglielmo II per la considerevole cifra di un milione di marchi. Proprio la legittimità dell’acquisto ha reso vana ogni speranza di riportarla nella nostra città quale patrimonio “depredato” allo Stato italiano. Per saperne di più sull’affascinante mito di Persefone clicca QUI

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