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venerdì 16 settembre 2011

CITTA’ VECCHIA – L’Università sbarca sull’Isola

Il porticato d'ingresso del Convento.
E’ un sogno, ma ora anche una splendida realtà: il prestigioso Convento trecentesco di San Francesco, il più imponente contenitore del Borgo antico di Taranto, è diventato sede universitaria. Dopo la consegna dell’immobile all’Università di Bari avvenuta a marzo dello scorso anno e qualche rinvio che ha ingrossato l’attesa, da ieri non ci sono più dubbi sul fatto che il futuro della cultura di Taranto sia diventata presente. Le attività sono partite con l’esame di Informatica giudiziaria, oggi ne seguiranno altri e il 26 partiranno le lezioni, con l’Isola che si appresta ad accogliere una delle più felici invasioni della sua storia, quella dei 3.000 studenti delle facoltà di Giurisprudenza, Beni Culturali e Scienze della Formazione. Targato TA è entrato nella nuova sede dell’Università tarantina per mostrarvi le prime foto dell’edificio interamente ristrutturato, immagini che speriamo possano rendere al meglio la magnificenza dello spettacolo a cui abbiamo assistito. Già dall’ingresso ci si sente assaliti dalla storia del convento e dall’arte che la racconta e l’idea che non potesse esserci sede più appropriata per un’Università è pressoché immediata. Le pietre in càrparo tarantino trasudano pura cultura e l’immersione in questo incanto è stata completata dal privilegio che abbiamo avuto di assistere a qualche minuto di prova dell’opera del Giovanni Paisiello Festival che andrà in scena il 21 (leggi QUI). Un chiostro che ha saputo sorprenderci, oltre che per la scenografia e per i panorami mozzafiato sul Mar Grande,  per l’incredibile acustica. Facile quindi che l’amore per Taranto e l’aria di cambiamento in atto, abbia fatto poi viaggiare la mente fino a immaginare scenari che ora sembrano un po’ più vicini…palazzi restaurati, ipogei, antiche dimore nobiliari e chiese fruibili, vicoli lastricati di chianche, botteghe artigianali, turisti affascinati in visita, localini pieni di gente e un’Isola brulicante di biciclette. Niente, ma proprio niente di impossibile. Ma dicevamo del “Convento di San Francesco”. Non è un caso che chiamiamo così questo edificio piuttosto che col nome di “ex Caserma Rossarol” con cui risulta più conosciuto, perché nel secondo caso significa voler rinunciare a 500 anni storia, quanti ne trascorrono dall’edificazione del Convento ad opera dei primi francescani giunti a Taranto, e il suo cambio di destinazione in caserma napoleonica alla fine del ‘700. Ci piace anche chiamare il nucleo della storia di Taranto “Borgo antico”, o “Isola”, o “Centro storico” per liberarci di quel “Vecchia” che nel suo essere dispregiativo non restituisce il valore del nostro passato. E considerato che questa storia dovrà rappresentare la base per il prossimo futuro e che questo futuro è già iniziato...

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