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giovedì 28 luglio 2011

CITTA' VECCHIA - Realtà di una notte di mezza estate

Largo S. Gaetano (foto M. Lo Re).
Finalmente è accaduto! Il primo appuntamento della manifestazione “L’isola che vogliamo”, nata da un dibattito interno all’Associazione Culturale Terra, si è tenuto ieri, 27 Luglio 2011, nella straordinaria cornice del centro storico di Taranto. Performance artistiche, teatrali, di musica live, visite guidate e punti ristoro, hanno animato l’isola a partire dalle ore 18:30, sostenendo uno degli obiettivi principali della manifestazione: la creazione di una vera e propria “movida” tarantina. Cosicché, nella serata di ieri, percorrendo i vicoli della città vecchia, è stato possibile respirare novità tangibili “racchiuse” in un contesto millenario: l’economia della cultura, la cooperazione in rete e l’apertura verso una realtà senza contrasti culturali né divisioni di alcun genere. Per la prima volta diverse professionalità si sono unite co-operando in rete e co-producendo un prodotto culturale senza precedenti in città: Taranto Vecchia è stata trasformata in un contenitore culturale, anche di stampo raffinato (fin troppo data l’assenza di quegli orribili parallelepipedi colorati detti “bagni chimici” che forse potevano deturpare l’immagine complessiva dell’evento?!), che ha racchiuso in se molteplici forme d’arte e di possibilità di incontro e di relazione. Gli abitanti del borgo antico sono stati assoluta parte attiva dell’evento prendendone parte sia in veste di fruitori che in veste di collaboratori effettivi. Il loro supporto e il loro calore hanno reso il tutto ancora più autentico. Età diverse e culture diverse si sono incrociate in diciassette punti principali del borgo antico (purtroppo non tutte le location hanno goduto della meritata visibilità forse a causa della scomparsa immediata del materiale informativo) divertendosi e godendo di una nuova atmosfera creata ad hoc da tutti coloro che, come Lucio Dione, sognavano un’isola partecipata e ricca di un’economia, quella creata dal circuito delle arti e della cultura, assoluta visione di un futuro ormai presente e necessario. Un grazie sincero alle persone che hanno riso, che hanno gioito, che hanno lavorato ininterrottamente per dare vita a “L’isola che vogliamo”, l’isola che in molti ieri hanno vissuto e che è solo all’inizio della sua rigenerazione. La vita è unione, il cambiamento è relazione. Il mistero della vita porta a ricercare la trasformazione, a sperimentare, a solcare l’oceano di cui non vediamo gli orizzonti-confini e questo, è ciò che è avvenuto. Per vedere il programma della serata clicca QUI. QUI, invece, per conoscere i prossimi appuntamenti dei mercoledì de “L’isola che vogliamo”.
di Valentina Castronuovo

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