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venerdì 24 giugno 2011

SVILUPPO – Processo Ilva, Taranto c’è

Alcune delle persone presenti oggi.
Questa mattina nell’aula Alessandrini del tribunale di Taranto si è tenuta un’udienza del processo ai vertici del siderurgico per reati che vanno dal disastro ambientale al getto pericoloso di cose, dall’avvelenamento colposo di sostanze alimentari all’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e al danneggiamento aggravato di beni pubblici. La giustizia a riguardo farà il suo corso ed abbiamo la massima fiducia che lo farà nel modo migliore, ma qui non racconteremo la cronaca della seduta in aula, perché con questo blog abbiamo deciso di dare forza al grande potenziale delle alternative di sviluppo di Taranto e di raccontare il suo lato migliore che c’è, eccome. E’ infatti dei nostri concittadini assiepati davanti a quell’aula che vogliamo parlare. Tanti, composti e fieri. L’elenco di quei reati costituisce un gravissimo affronto alla città e i suoi veri rappresentanti erano lì per difenderla e difendersi. C’eravamo anche noi ed abbiamo visto come, nonostante la mattinata afosa di un giorno lavorativo, siano accorsi a piedi, in macchina e anche in bicicletta, come capita di vedere sempre più spesso dalle nostre parti. E non è un caso, perché fanno tutti parte di quella fetta sempre più ampia di tarantini che ha compreso tutti i nefasti limiti della delega in bianco a una politica che, più che essere incapace, è inquinata quanto l’aria che respiriamo. Infatti c’erano loro lì davanti, non altri, né chi avrebbe avuto il dovere di difendere le vittime di questo assurdo avvelenamento fisico e morale dall’interno di quell’aula, costituendosi parte civile in questo processo. Purtroppo per loro le coscienze risvegliate dei tarantini non sono un fenomeno passeggero, ma una strada senza più ritorno. E il gioco di far credere che non ci sono alternative non è più credibile. 

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