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venerdì 20 maggio 2011

TURISMO - La nuova piantina della città e lo straordinario libro dei sogni

La nuova mappa della Città vecchia.
Ai più attenti non sarà sfuggito che da qualche settimana, presso le principali strutture ricettive della città, è in distribuzione una nuova mappa-guida del centro storico, realizzata in collaborazione con l’Assessorato al Risanamento del Comune di Taranto. E' così dettagliata che, oltre a palazzi, chiese e monumenti, indica la bellezza di otto musei nel solo perimetro dell’Isola antica:

  1. Museo della Città di Taranto – Palazzo Pantaleo
  2. Museo di Storia Naturale del Mar Piccolo e del Mar Grande
  3. Museo della Musica di Casa Paisiello
  4. Museo di Palazzo D’Ayala Valva
  5. Museo di Palazzo Carducci
  6. Museo del Castello Aragonese
  7. Museo Diocesano
  8. Museo (non specificato, indicato sulla mappa con il numero 38 nero)

Quanti di voi sapevano che in Città vecchia ci fossero tutti questi musei? Bhè, non sentitevi “ignoranti” se non ne eravate a conoscenza, poiché… non proprio tutti sono già fruibili. Anzi, a dir la verità, delle otto strutture museali indicate, solo due sono aperte al pubblico, il Museo Diocesano e il Museo del Castello Aragonese. Per gli altri siti c’è forse “l’intenzione” di ristrutturarli ed allestirli, ma al momento nulla di più; fatto salvo il caso di Palazzo Pantaleo, dove i lavori sono già iniziati, ma è ancora decisamente presto per il taglio del nastro… Per contro nessuna menzione per l'ipogeo di palazzo De Beaumont-Bonelli, da anni importante meta turistica della Città vecchia. Mettetevi nei panni degli ignari turisti che, mappa alla mano, cercheranno quei musei: il più delle volte si troveranno difronte ad edifici diroccati, sebbene di straordinario valore architettonico. Così come non potrà che rimanere deluso chi cercherà invano i resti di “domus e necropoli” in Villa Peripato, indicati (da anni) sui cartelli turistici. In città non siamo nuovi ad imprese del genere, quindi. Si tratta di vicende che inducono ad una amara riflessione: nascondono la diffusa idea (sbagliata a parere di chi scrive) che a Taranto quello che c’è già non sia sufficiente per attrarre i qualificati flussi del turismo culturale. Cosa fare allora? Semplice, basta inventarsi quello che non c’è, con il solo risultato di deludere e confondere i visitatori. E potrà accadere che tanti turisti, dopo aver constatato sul terreno che molti dei musei della pianta sono dei bluff, saranno indotti a considerare come tali anche le strutture già aperte e fruibili, evitando di andarci per non correre il rischio di camminare a vuoto. Un duplice danno, quindi, soprattutto se si considera che il Castello ed il nuovo Museo Diocesano sono siti di grandissimo interesse.
Voi cosa ne pensate? Lasciate il vostro commento!
di Gianpiero Romano

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