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giovedì 19 maggio 2011

AEROPORTO - L'esito dei due incontri in Provincia

L'aeroporto di Taranto-Grottaglie.
Si è conclusa la due giorni in Provincia sul futuro dell’aeroporto di Grottaglie. All’incontro di ieri hanno preso parte il pres. della Commissione trasporti della Regione Pentassuglia, il consigliere Laddomada, il sindaco uscente di Grottaglie Bagnardi, il consigliere provinciale Bitetti e l’avv. Albisinni, consulente della Provincia per i trasporti. Assenti giustificati i consiglieri regionali Cervellera, Mazza e Sala che hanno comunque già definito il loro favore alla riapertura dei voli civili all’Arlotta. La decisione presa è quella di chiedere un incontro all’assessore regionale ai Trasporti Minervini che di fatto, con la Regione e la Aeroporti di Puglia, costituiscono il maggiore ostacolo allo sviluppo commerciale di Grottaglie, in favore di una vocazione cargo che non ha alcun riscontro nella dotazione dello scalo jonico. Quanto emerso nel consiglio provinciale di questa mattina è che ci sarebbe un gruppo di imprenditori capeggiati da Ciro Ninfole disposti ad investire su Grottaglie. Mentre l’intenzione del pres. Florido è quella di avanzare una class action per favorire i trasporti nell’area di Taranto (assente in blocco l'opposizione di centro-destra). L'azione della Provincia è senz'altro positiva, ma qualche riflessione è d'obbligo su istituzioni e classe dirigente locale: la sensazione è che la proposta di Air Italy di operare voli civili da Taranto a Roma abbia scoperchiato una serie di ostracismi non proprio involontari. Uno di questi è lo scippo del bando regionale da 5 mln di euro previsto per istituire i voli per Roma e Milano. Ancora più importante è lo studio sui flussi passeggeri con cui la compagnia veneta ha dimostrato che  il bacino di utenza di Taranto non è poi così di poco conto come qualcuno si affanna a dire (sarà per questo che Bari vuole mantenere il business dei tarantini per sè?). L’interesse di Air Italy per Grottaglie sta mettendo in imbarazzo le istituzioni e, se da un lato la Regione sarà probabilmente costretta a cedere a denti stretti sul volo Taranto-Roma (solo con una sperimentazione e magari da sostenere poco convintamente), dall'altro la Provincia pare avere il compito di contenere a quest'unica tratta l'impeto del territorio. Altrimenti non si spiegherebbe il perché non vengono fatti tre passi semplici semplici: pretendere dalla Regione i soldi del bando negato; la modifica del Piano Regionale dei Trasporti che prevede per l’Arlotta solo voli cargo e charter e aderire al consorzio pubblico-privato Le Rotte del Sole, proposto dall’associazione Tarantovola, per dar vita ad una compagnia aerea regionale in grado di operare su ulteriori tratte di cui si è verificata la sussistenza della domanda. Ma fino a quando sarà possibile contenere le pretese di cambiamento dei tarantini?!

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